IBI - INTERNET BENCHMARKING ITALIA
numeri, fatti e tendenze delle attività produttive sul web

5° Rapporto 2002

PREMESSA

La delusione per la "New Economy" è forte. La crescita di Internet nel mercato affari si è fermata. La crisi incombe, soprattutto per le PMI che offrono servizi; si tratta di migliaia di Imprese e relativi posti di lavoro a rischio senza un puntuale, efficace e rapido intervento di politica economica. Va evidenziato che si tratta di Aziende e posti di lavoro inerenti i giovani e l'innovazione tecnologica.
L'IBI Internet Benchmarking Italia, giunto alla QUINTA edizione, è il Rapporto annuale sui "numeri, fatti e tendenze" delle attività produttive presenti su Internet.
Dall'analisi di oltre 30.000 siti messi a confronto e dalle risposte dei 6000 imprenditori interpellati sono state evidenziate le "best practices" per orientare meglio il proprio lavoro nella "New Economy", identificando i fattori di successo da replicare e quelli critici da evitare, le "sensazioni" sui trend di mercato.
Gli imprenditori non nascondono la stanchezza per le innumerevoli parole sparse dappertutto, l‚insofferenza per le previsioni incredibilmente ottimistiche e per le promesse lanciate dai grandi analisti.
I sogni di grandi fatturati online sono tutti rimasti sulla carta; ma le spese sostenute per giocare la partita oggi pesano sui bilanci.
Ora si comincia da capo, posizionando Internet nel suo giusto ruolo e la "New Economy" nella sua giusta dimensione.
In questa direzione convergono le conclusioni del Quinto IBI.
L'IBI è divenuto, dopo cinque edizioni, un riferimento importante per gli addetti ai lavori e per le Aziende interessate alla "e-business", perché costituisce una fonte informativa primaria sulla reale situazione del mercato.
Dopo i riscontri ottenuti dai precedenti quattro, in questo quinto Rapporto abbiamo raddoppiato l'impegno: per numero di ricercatori, per ore dedicate, per materiale raccolto ed elaborato. Le nostre analisi e le nostre valutazioni si sono, fin qui, rivelate equilibrate, vicine alla realtà; alleghiamo i precedenti quattro Rapporti per documentare come non ci siamo discostati dai fatti così come sono successivamente accaduti.
Sul momento di crisi e sulla generale insoddisfazione da parte delle PMI - Piccole Medie Imprese (sopratutto le Piccole) nell'uso di strumenti ICT d'innovazione, cioè sull'abbraccio finora improduttivo della "New Economy", possiamo inventariare diversi motivi. Uno dei più gravi è stato certamente la cattiva informazione sulla realtà, sulla consistenza del mercato e sulla effettiva natura delle innovazioni legate all'ICT in generale ed Internet in particolare.
Eppure non ci si può chiudere nell'isolamento e tornare alle regole ferree della "Old Economy". Sta cambiando anche il principio di piccolo imprenditore, di piccola impresa. Abbiamo già da tempo rilevato che la dialettica politica non è più tra ricco e povero, tra lavoratori ed imprenditori, tra nord e sud, tra neri e bianchi ecc., ma tra grande e piccolo, tra chi è digitale e chi non lo è; oggi è il "digital divide", come lo "skill shade", a tenere banco. Bisogna superare la barriera del "non digitale" come se dovessimo di nuovo imparare a leggere e scrivere, eliminando gli ostacoli che si frappongono, soprattutto ai piccoli imprenditori.
L'IBI evidenzia uno spaccato della realtà che potrebbe essere espressione del mercato nel suo complesso; non per la fedele rappresentatività del campione (non avrebbe mai potuto esserlo data la recente apparizione del fenomeno) ma per l'ingente numero di informazioni raccolte (le percentuali non variavano più in maniera significativa con l'aumentare delle informazioni raccolte).
Il Rapporto non vuole presentarsi quindi come uno studio di analisti ma come la composizione delle idee e delle intuizioni espresse direttamente dai protagonisti del mercato; si vuole mettere in risalto il buon senso comune ed i fatti maggiormente rappresentativi.

Come riportato nell'indice il Rapporto si sviluppa in 22 punti; esaminiamoli.