16) L'ENERGIA DELL'INNOVAZIONE AZIENDALE
Il WEB MANAGEMENT è l'energia dell'innovazione aziendale per evolvere i processi gestionali, ottimizzare soluzioni personalizzate, perfezionare catene di fornitura, una energia che esiste e che esce spontanea da una esigenza reale concretizzatasi nello scenario complesso e contraddittorio illustrato in altre pagine di questo Rapporto.
Il Web Unit Manager di una PMI punta a realizzare gli strumenti per migliorare l'efficienza e la competitività; con la stessa ottica e linguaggio, con uguale sensibilità e identici parametri di valutazione delle altre PMI. In una PMI il Web Unit Manager lavora da solo, o quasi, e individua una serie di informazioni utili e servizi diversi, per la ricerca e lo sviluppo della gestione d'impresa, "web based e marketing oriented", compresa la formazione delle risorse umane, anche a distanza.
L'avvento di Internet ha generato soprattutto incertezze strategiche, rese ancora più fumose dai risultati modesti che hanno seguito le notevoli aspettative generate dalle propagande superficiali dei media e dei grandi produttori di software e telecomunicazioni.
Ora servono scelte chiare e rapide, scelte che sono obbligate dall'incalzare del mercato che cambia e dal Consumatore che ha più sollecitazioni ad essere meno fedele.
La vera difficoltà nella ristrutturazione dell'assetto aziendale è quella di selezionare ciò che di buono è stato fatto e che ancora è utile, armonizzandolo con i nuovi innesti tecnologici e di marketing con pazienza e tenacia.
Il vero impegno è quello di capire in tempo non solo l'andamento e l'equilibrio aziendale, ma anche quello di recepire le tendenze, quelle che premiano i fattori intangibili del prodotto a danno di quelli tangibili. L'imprenditore medio e piccolo deve trovare nuova energia per attuare il cambiamento non certo della sola produzione, ma di tutta l'Azienda; attutire e controllare, da solo, le turbolenze dovute al cambiamento; ordinare e misurare le informazioni che diluviano dall'esterno per trarne prima indicazioni di conoscenza e poi opportunità di profitto. Quanto è distante questa logica dalla mentalità dell'imprenditore medio e piccolo!
Il Web Unit Manager può fare facilmente quello che ad altri è ancora difficile: puntare veramente sull'attenzione alle specifiche esigenze della sua Azienda, costruendo la soddisfazione per ogni necessità, utilizzando diverse componenti che sono strutturate insieme e che fanno un corpo unico piuttosto che un corpo preconfezionato adattato di volta in volta per l'esigenza specifica; si vuole evitare di imporre soluzioni progettate per GI e calate forzosamente in realtà completamente diverse.
Internet sta cambiando i parametri competitivi, i confini dei mercati, il processo di acquisto, il modo di comunicare; ci vuole una nuova struttura aziendale per servire i nuovi meccanismi del consumo. Mentre Internet è causa della necessità del cambiamento, è anche strumento per attuare il cambiamento stesso.
La velocità impressa al cambiamento dalle nuove tecnologie imperniate su Internet e sui nuovi modelli di consumo ha reso irrinunciabile il rapido adeguamento di tutte le funzioni operative e gestionali delle PMI con gli stesi criteri adottati nelle GI, abituate a competere più sull'efficienza della organizzazione e meno su quella dei mercati.
La corsa al sito Internet ha messo in evidenza una diffusa carenza di omogeneità e completezza nei sistemi informativi delle PMI; un grave divario affligge il processo di front end/office (basato sul sito Internet) e quello di back end/office (basato sulla contabilità).
La momentanea crisi di identità nell'approccio alla Net Economy, creata nelle Aziende dai modesti risultati procurati da Internet, sta riportando gli investimenti verso l'incremento dei margini di efficienza (meno costi, migliori processi) rinviando quelli verso l'ampliamento degli spazi di mercato (più ricavi, maggiore clientela). Il passo obbligato (tornando un attimo indietro) è l'ottimizzazione di tutto, dall'organizzazione interna al rapporto con Clienti e Fornitori.
Possiamo dire che il primo periodo della migrazione verso la Net Economy è stato sterile per una generale assenza di componenti come CRM - Customer Relationship Management, SCM - Supplay Chain Management, DWM - Datwarehouse Managemet, EPM - Enterprise Performance Mangement, E-Learnig - formazione a distanza, ERM - Employee Relationship Management, E-Procurement - Forniture anche attraverso aste, E-Goverment - cura dei rapporti con il cittadino da parte della Pubblica Amministrazione.
Una più attenta e meditata lettura della rivoluzione in atto ha stabilito che Internet ha, prima di tutto, un ruolo di propulsore dell'innovazione e di perno della riorganizzazione aziendale.
L'adeguamento dell'Azienda alla nuova realtà ha quindi un principio di fondo: riorganizzare l'interno per aprirsi all'esterno, incentrando l'architettura su Internet (BPI - Business Process Integration + WAI - Web Application Integration).
Le PMI hanno capito che il sito Internet, da solo, come vetrina, è come un cappello senza testa, che serve unicamente per se stesso e non ha alcuna funzione efficace. Le PMI hanno altresì capito che il sito non cancella l'intermediazione, ma contribuisce a diminuire i costi ed ad aumentare la velocità dei passaggi intermedi.
Il sito Internet ha dato inizialmente un'illusione di successo perché facile, divertente, comprensibile, di moda; la parvenza di nuova tecnologia che appare nel sito Internet, deve diventare valore ed essere esteso all'interno delle varie aree operative, creando un circolo virtuoso di efficienza; deve essere anche esteso nelle relazioni esterne, con i Clienti e Fornitori, impegnando una strategia di marketing continua e generalizzata.
Internet ha avuto, per diversi motivi di marketing, un grande merito di "acculturamento" informatico; è stato capace di eliminare enormi strati di inerzia al cambiamento e di far rimuovere la diffidenza verso gli investimenti ICT. Questo significa che occorre procedere via Internet per lo sviluppo dell'ICT, anche per quello delle gestione interna.
Ora è il momento di ricordarsi che l'adozione di Internet porta prima un risparmio nei costi di gestione e poi un aumento dei ricavi; che il sito Internet è la fine, la parte che si vede, di un processo di reingegnerizzazione dell'attività d'impresa secondo i parametri della Net Economy e non l'inizio di una nuova avventura senza strategia e senza metodo.
Ogni Azienda che intende operare nel quadro della "Net Economy" deve dotarsi di una Web Unit, cioè di un reparto che, diventando snodo di ogni altro reparto, stimoli l'applicazione di soluzioni (informatiche e di marketing) di nuova generazione, affermi la nuova cultura del valore aggiunto (servizi evoluti) e rivisitando l'organizzazione della produzione "web based e marketing orienteded" (pianificazione collaborativa).
Il compito principale del Web Unit Manager è lo sviluppo di attività commerciali, curando la corretta implementazione di un sistema completo per attivare rapidamente e gestire con facilità un canale di vendita online (internet + telefono).
Una Piccola Impresa avrà un singolo operatore dedicato alla sua Web Unit; in questo caso il Web Unit Manager sarà un po' tuttofare con competenze specifiche riposte in outsourcing. Una Media o una Grande Impresa avrà un gruppo di lavoro che compone la Web Unit, che sarà guidato dal Web Unit Manager.
Internet è stimolo per lo sviluppo e logica della riorganizzazione aziendale, che parte dall'interno (integrazione operativa) per aprirsi all'esterno (interazione con clienti e fornitori).
Il sito su Internet, oltre un mezzo di comunicazione, deve essere la rappresentazione visibile della struttura interna che si apre all'esterno. Il sito su Internet è quindi il completamento di un processo di innovazione e non può essere solo l'inizio di una esperienza. Il Web Unit Manager, in linea con questi presupposti, offre alle Imprese concrete opportunità di sviluppo ed innovazione, migliorando l'efficienza del servizio, aumentando la competitività dei prodotti, sfruttando nuove opportunità commerciali. Il Web Unit Manager raccoglie un insieme di soluzioni integrate, che rendono possibile alle Imprese l'utilizzo, amichevole ed efficace, di tecnologie fino ad oggi precluse per costi, misura e complessità.
Il mercato segnala la tendenza da parte delle Imprese, per ora quelle Medie e Grandi, ad acquisire moduli da fonti diverse per soddisfare specifiche esigenze (best of breed) e poi integrarli successivamente nel proprio backbone ERP. Questo non è possibile per le Piccole Aziende che non hanno competenze e non hanno backbone ERP, oltre che mezzi per acquisirli.
Le PMI non chiedono una totale personalizzazione delle proposte, preferiscono preconfigurati specifici per settori e per processi a cui aggiungere schemi operativi (template) più analitici fatti apposta per loro; c'è bisogno quindi di diversi componenti che collaborino con diversi applicativi; questa è la flessibilità che può al meglio essere soddisfatta da tante Imprese Informatiche, soprattutto piccole, coordinate tra di loro e che programmano insieme gli orientamenti e l'analisi delle esigenze.
Gli attuali produttori ERP (Enterprise Resource Planning) non sono interessati ad Imprese che fatturano meno di 100/200 miliardi. Cosa possono fare le altre imprese, che sono poi la maggioranza schiacciante del sistema economico italiano?
Una risposta verrà data o dalla Grandi Imprese Informatiche che miniaturizzeranno i loro ERP o dalle altre Imprese Informatiche, soprattutto piccole, che insieme faranno sistemi integrati sostitutivi a costi contenuti, accessibili e facili da implementare, operativi in breve tempo, aggiornabili, scalabili, aperti, flessibili.
Solo l'unione di più Imprese Informatiche, soprattutto piccole, fondata su di una pianificazione collaborativa, può garantire (qualità, affidabilità, professionalità, specificità) i software prodotti ed affermarli nel migliore dei modi, alla stregua delle Grandi Imprese Informatiche.
Ripetiamo ancora una volta che questo è il momento di rendersi conto che l'adozione di Internet porta prima un risparmio nei costi di gestione e poi un aumento dei ricavi; che il sito Internet è la fine, la parte che si vede, di un processo di reingegnerizzazione dell'attività d'impresa secondo i parametri della Net Economy e non l'inizio di una nuova avventura senza strategia e senza metodo.
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