10) CONSIDERAZIONI DALL'ANALISI DI NUMERI E FATTI
L' arretratezza culturale delle PMI

Che cosa hanno imparato le PMI - Piccole e Medie Imprese - in questi cinque anni trascorsi nella New Economy ed Internet, vivendo una parabola incredibile di entusiasmo, illusione e decadenza (senza aver assaporato il successo)?
La PMI hanno imparato molte cose, davvero.
Si sono soprattutto rese conto che diventano sempre di più e più piccole, che sono troppe e che sono troppo piccole.
Le PMI hanno imparato che le GI - Grandi Imprese - diventano più grandi, si concentrano, e si fanno più prepotenti ed invadenti.
Non sono certo state le PMI protagoniste di:
- speculazioni finanziarie (assorbimento di capitali privati)
- corse alle commesse di Stato (assorbimento di capitali pubblici)
- errori di programmazione tecnologica (assorbimento di investimenti)
- confusione nelle scelte strategiche (assorbimento di attenzione)
- campagne di comunicazione fuorvianti (assorbimento di interesse)
Resta il fatto che le PMI hanno pagato per questi fatti.
Ora c'è ribasso, crisi, depressione, recessione. Per quanto? Passeggera o definitiva? Non cominciamo di nuovo con l'isteria, questa volta al negativo.
Proviamo ad analizzare, stile "Old Economy" , i fatti e le circostanze, per ritrovare la strada della positività, che sta sempre nei valori fondamentali e immarcescibili dell'economia; le vie traverse non sono sempre le più veloci, sono sempre le meno sicure.
L'ICT non è di per sé nulla; l'ICT è un modo di lavorare che si avvale di tecnologie; se l'uso è corretto ed il modo avveduto, avremo nuovi servizi ed un risultato certo; l'ICT è una condizione necessaria ma non sufficiente per crescere.
L'innovazione non è solo tecnologia; è coraggio di cambiare e capacità di adattarsi al cambiamento; è determinazione a vincere la competizione riposizionandosi con diverse caratterizzazioni che rompono gli schemi adottati da tutti gli altri.

Che cosa NON hanno capito le PMI dalla New Economy?
Non hanno capito che:
- le aspettative devono basarsi su valutazioni realistiche e concrete
- l'ICT ha, come ha sempre avuto l'informatica, bassa produttività immediata
- l'ICT non porta automaticamente sviluppo e profitto
- gli investimenti ICT non conferiscono automaticamente valore
- se l'ICT non coinvolge tutta l'Azienda è poco utile
- la qualità dell'ICT è un moltiplicatore di rendimento

Che cosa hanno capito le PMI dalla New Economy?
Hanno capito che la competizione si è fatta più dura:
- per l'apertura e l'estensione del mercato (leggi globalizzazione)
- per la dimensione dei competitori
- perché strumenti di politica economica, come la svalutazione, sono finiti ed altri, come il sommerso, sono al capolinea
- perché il progresso tecnologico e lo sviluppo costano moltissimo; tenersi aggiornati comporta molti investimenti e notevole impegno
- perché i margini di profitto continuano ad assottigliarsi; diminuiscono gli accantonamenti per gli investimenti, soprattutto per ricerca e sviluppo
- perché alle PMI la R&S - Ricerca e Sviluppo - costa molto e rende poco; la R&S viene nominalmente effettuata dalla GI; la GI, in effetti, raccoglie l'innovazione dalle intuizioni delle PMI, le mette nel giusto risalto e le sfrutta a pieno.
Negli Stati Uniti il contributo che le PMI danno al sistema paese in termini di innovazione risulta circa il doppio di quello fornito dalle GI; in Italia la situazione è anche migliore, ma non appare, proprio perché l'innovazione viene generalmente attribuita alla GI che l'ha estratta dalle PMI satelliti.
L'evoluzione del mercato ICT premierà sopratutto i servizi ed i contenuti, meno le tecnologie in senso stretto; questo è lo spazio delle PMI, più creative ed adattabili a varie esigenze di personalizzazione; ma questa opportunità, finché i servizi non verranno chiaramente scissi dalla fornitura tecnologica, non avranno possibilità d emergere.
Se vogliamo parlare di valore ed occupazione diffusa, dobbiamo parlare di PMI, che da sempre, almeno in Italia, sono le protagoniste del valore e dell'occupazione diffusa.
Ci piace la frase espressa in sede governativa "in qualche modo dobbiamo valutare come attuare delle incentivazioni per far sì che ci sia un uniforme sviluppo del Paese e portarlo tutto nell'era digitale, non solo alcune parti di esso"; ci piace meno l'altra "… questo va calibrato perché nello stesso tempo non dobbiamo alterare le regole del gioco di una economia di mercato, in un settore privatizzato e liberalizzato: dobbiamo stare molto attenti in questi interventi".
La PMI deve sapere se è tutelata dalla GI e dalla sua superiorità che, attraverso la disponibilità delle risorse tecnologiche e relazioni politiche, è impari.
La PMI ora cerca chiarezza, vuole conoscere bene quali sono i conti; vuole capire bene come, per la propria specifica esigenza, può avere vantaggi con quella specifica applicazione; la tecnologia deve migliorare il lavoro senza essere un calvario ed una scommessa; deve ridurre i tempi, deve alleggerire le scorte, allargare le conoscenze, deve incrementare le relazioni.
L'elasticità e l'adattabilità tipiche delle PMI diventino anche l'elasticità e l'adattabilità delle nuove tecnologie.