9) IL PUNTO DI VISTA DEI PROVIDER
Analisi dei fattori di crescita e debolezza

200 PROVIDER HANNO INDICATO NELL'ORDINE DI SEGUITO RIPORTATO I SEI PRINCIPALI FATTORI CHE, QUANDO VERRANNO MESSI A REGIME, CONCORRERANNO EFFICACEMENTE ALLA CRESCITA DELL'ICT PER LE PMI
30% - Connessione: più veloce, più economica, a più rapida installazione
27% - Mercato: massa critica, cultura positiva, impegno Pubblica Amministrazione
20% - Sicurezza: più accessibile, più legalizzata, più condivisa
10% - Risorse umane: più flessibili, più aggiornabili, più difendibili
8% - Software: più semplici, più economici, più efficaci
5% - Finanziamenti: mirati, veloci, concreti (accessibili)

200 PROVIDER HANNO INDICATO NELL'ORDINE DI SEGUITO RIPORTATO I SEI PRINCIPALI FATTORI CHE RENDONO DIFFICILE IL SETTORE E QUINDI COSTITUISCONO LA DEBOLEZZA DELL'ICT PER LE PMI
24%- Mercato: irrealistica valutazione della consistenza
23%- Competizione commerciale: mancanza di pari opportunità nella possibilità di conquistare commesse adeguate, soprattutto Pubbliche
23%- Infrastrutture: care e carenti, dovute alla liberalizzazione "solo formale" del mercato; allo stato attuale per avere una linea telefonica o una dati non si può evitare di incappare nell'ex monopolista e sopportare i suoi disservizi
14%- Politica economica governativa: promettente, per ora, solo promettente
10%- Cooperazione: inesistente tra PMI di settore
6%- Formazione: teorica, sconclusionata, inadeguata.

Questi fattori, sei più sei, sono, in alcuni casi sovrapponibili se visti con l'ottica della bottiglia mezza piena o mezza vuota. Testimoniano, comunque, acutamente le priorità per adottare una strategia di crescita vera e propria o almeno una strategia di contenimento di breve periodo.
Ci piacciono molto alcune frasi dette in sede governativa: "i tentativi di lasciare alle sole dinamiche di mercato lo sviluppo di sistemi di comunicazione non hanno portato risultati soddisfacenti…il mercato delle infrastrutture e la sua evoluzione sono condizionati in modo determinante dalla situazione attuale e dall'evoluzione del quadro regolatorio che a sua volta ha implicazioni importanti sul quadro competitivo…la banda larga è una infrastruttura che va creata immediatamente e che, una volta in opera, genererà da sé le strutture e gli investimenti che ne trarranno beneficio".
Forse sarebbe il momento di dare una spallata definitiva a questa melina sulla graduazione della vera liberalizzazione.
Un aspetto delicato della banda larga è che la sua diffusione è in effetti una panacea per i gestori che vogliono ritornare ai fasti degli anni passati, trasformando le connessioni analogiche e recuperando il minor introito della telefonia fissa.
I profitti stanno migrando dalla voce ai dati proprio perché in questo ultimo settore ci sono novità immediate ed a portata di mano.
L'ADSL sfrutta le infrastrutture esistenti (quelle che abbiamo già pagato); il valore dell'adattamento è contenuto; le tariffe restano spropositate rispetto al reale valore. Che ne faremo dell'ADSL quando tra poco arriveranno le nuove tecnologie tipo EFM o le nuove infrastrutture a fibra ottica?
A parte queste valutazioni (c'è il solito odore di speculazione e sfruttamento di una rendita di posizione) rimane il fatto che i Provider sanno che non potranno guadagnare sulle infrastrutture e non si lasceranno coinvolgere in investimenti senza prospettive. La "killer application" non potrà ritorcersi contro, come un "killer applicator".
I Provider cercheranno di dedicarsi ai servizi che riusciranno ad allestire sulle infrastrutture:
telelavoro, teleformazione, teleconferenza sul fronte B2B; entertaiment o edutaitment sul fronte B2C. C'è anche il fronte della Pubblica Amministrazione che, aprendosi a fornitori e cittadini, può stimolare la diffusione della banda larga e, di conseguenza, rendere necessari molti nuovi servizi.
Ai nostri 200 Provider abbiamo chiesto di formulare sei valutazioni: una sul passato, una sul presente, una sul futuro, una sul principale errore commesso, una sulla situazione aziendale del momento, una sulle prospettive di lavoro.


LE VALUTAZIONI DEI PROVIDER SU PASSATO, PRESENTE E FUTURO

PASSATO
3% - Positivo: ho costruito la mia Azienda, ho in mano le redini del mio futuro
12% - Soddisfatto: ho imparato a guardarmi intorno, l'ambiente è difficile
23% - Perplesso: gli altri hanno guadagnato, io mi sono dato uno stipendio
34% - Preoccupato: ho investito in attività poco remunerative
28% - Negativo: non ho concluso granché, ho sbagliato tutto

PRESENTE
6% - Positivo: ho conquistato i clienti giusti e le missione prosegue spedita
16% - Soddisfatto: sto razionalizzando il lavoro e selezionando le prestazioni
32% - Perplesso: c'è troppa confusione in giro, non so come muovermi
27% - Preoccupato: il lavoro è sempre meno e la competizione erode i margini
19% - Negativo: questo è un settore per pochi, meglio tornare dipendente

FUTURO
8% - Positivo: il futuro premia i migliori sopravvissuti alla selezione
11%- Soddisfatto: perseguo una crescita lenta, ma costante e ponderata
38%- Perplesso: una Piccola Impresa dovrà faticare molto per resistere
17%- Preoccupato: la ripresa è lontana e potrebbe essere difficile entrarci
26%- Negativo: saremo schiacciati, diventerà una guerra tra giganti

IL PRINCIPALE ERRORE COMMESSO
27% - Ho seguito con entusiasmo la moda, non un business plan concreto
25% - Ho puntato su tecnologie di moda, ho trascurato il solido marketing
18% - Non ho calcolato il capitale giusto per cominciare
16% - Non ho gestito l'online come sviluppo dell'offline
14% - Non ho centrato il mio target di clientela o il mio core business

LA SITUAZIONE AZIENDALE DEL MOMENTO
3% - Siamo in paradiso, godiamo i frutti della semina giusta
11% - Siamo in purgatorio, dobbiamo recuperare gli errori commessi
13% - Siamo in stallo, dobbiamo sperare di farcela
45% - Siamo in corsa, non posso fermarmi, devo resistere
38% - Siamo all'inferno, praticamente impossibile pagare i debiti accumulati

LE PROSPETTIVE DI LAVORO
10% - Sta per partire la crescita finale per chi è pronto con servizi utili
13% - I Clienti cercheranno i Provider specializzati con esperienza acquisita
39% - Il mercato si riaprirà quando i vantaggi saranno chiari e compensanti
28%- Sarà dura trovare clienti ed avere profitti adeguati all'impegno
20% - Sarà impossibile trovare clienti e sopravvivere


LA CRISI INTERNET: un paradosso
I numeri parlano chiaro, c'è un forte rallentamento nel mercato, anche secondo la più ottimistica delle valutazioni.
Eppure l'attuale momento dell'economia generale non è negativo, anche se piuttosto anomalo.
Il costo del denaro, del lavoro, delle materie prime (petrolio compreso) sono bassi; l'euro sottostimato favorisce l'export; la paura del "change over euro" è svanita come quella che avvenne per il "millenium bug", dimostrandosi la solita montatura per far spendere in cose inutili e distrarre l'attenzione da cose utili (a vantaggio di chi?).
Il Governo è stabile, la politica fiscale è favorevole agli investimenti; l'interesse dell'Amministrazione Pubblica per l'innovazione è forte, anche se ancora solo dichiarata; i consumi in genere salgono, anche se di poco; l'inflazione è sostanzialmente stabile, il tasso di crescita della produzione è rimasto inferiore a quello della produttività. La flessibilità del lavoro tende ad aumentare, il rapporto tra spesa pubblica corrente e prodotto interno lordo tende a ridursi, come la pressione fiscale. Tutto sembra volgere allo sviluppo ed alla competitività.
Perché Internet è in crisi?
Perché la recessione generale è stata modesta, esaltata solo a seguito degli attentati di New York; ora anche la ripresa generale è modesta. Ma la recessione del mondo Internet è forte perché non c'è mai stata la crescita reale del mondo Internet; i movimenti dell'economia generale non sono quindi in grado di assorbire e coprire il riposizionamento del mondo Internet nel suo naturale alveo, quello di un mercato ancora marginale ed ancora tutto da sviluppare.
Sembra un paradosso; le condizioni economiche fondamentali sono favorevoli, Internet è essenziale per quella reingegnerizzazione aziendale capace di rendere accessibili i nuovi mercati e comprendibile la nuova caratterizzazione dei clienti; Internet alleggerisce la gestione e incrementa l'efficienza.
Perché allora? Perché Internet ha preso il vizio dell'informatica: alti costi, bassi rendimenti, difficile comprensibilità, improvvisazione degli operatori. Ovviamente non di tutti, neanche di tanti, comunque di troppi.
Un altro aspetto del paradosso sta proprio nella forte azione di marketing adottata per gonfiare la bolla speculativa a favore delle Aziende .com, quelle legate al mondo Internet; se le Aziende, che hanno subito la distorsione del mercato, avessero fatto buon uso del marketing avrebbero scoperto l'inconsistenza dei numeri e del reale fabbisogno del mercato.
Una forzatura all'eccesso che ha prevalso sulla superficialità e l'ingordigia di chi ha pagato. Internet ha avuto strategie di marketing sbagliate anche perché è stato lasciato in mano ai tecnici nella diffusione ed alla GI nello sfruttamento.
Vediamo cosa si può fare, dando corpo alle idee ed alle valutazioni dei protagonisti veri del mercato, i titolari di PMI.