8) I PROVIDER, PROMOTORI DI INTERNET
Analisi di una crisi incombente

Il numero dei Provider che svolge attività prevalente nel software è letteralmente esploso! Che cosa significa l'ingresso di ben 3.270 operatori nel settore Provider con attività prevalente di software (da 131 nel 2000 a 3401 nel 2001), con una crescita incredibile? Significa che molte piccole Softwarehouse, in crisi nel mercato tradizionale, hanno pensato di cercare nuovi sbocchi nella Net Economy; significa che molti Provider, consapevoli della necessità di evolvere le prestazioni, hanno migrato la propria attività prevalente verso servizi ad alto valore aggiunto legati alla produzione di software; la matrice tecnica dei Provider ha improntato questa scelta che appare piuttosto miope. Vista l'evoluzione del mercato, molto più aperta al marketing ed alla comunicazione, ci saremmo potuti aspettare un maggiore afflusso verso queste competenze; qui, invece, la crescita è stata "solo" praticamente del doppio: i Provider con missione prevalente in campo marketing e comunicazione sono passati da 147 nel 2000 a 298 nel 2001.
Il mercato si è arricchito di competitori proprio mentre si consolida una stasi o, meglio, una contrazione degli spazi disponibili. Il mercato non ha ricevuto nuovi competitori laddove avrebbe probabilmente potuto dare maggiore soddisfazione, cioè nel settore marketing e comunicazione (contenuti, relazione con il cliente, servizi per l'utenza, selezione delle tecnologie utili ed efficaci, cioè usabili ed accessibili).
Internet ha soprattutto il merito di aver dato l'opportunità a molti giovani di diventare imprenditori di se stessi, inventando dei veri e propri nuovi mestieri, creando l'esigenza di nuovi servizi. Molti giovani intraprendenti, soprattutto tecnici informatici e grafici, hanno colto questa opportunità al volo, liberandosi dall'incubo del posto fisso.
Questi giovani sono anche stati aiutati da incubatori, venture capital, finanziamenti speciali e canali similari; la maggioranza però, sull'onda dell'entusiasmo generale, ha trovato finanziamenti in famiglia, presso amici o investitori privati; non pochi si sono finanziati utilizzando liquidazioni e buoneuscite dai posti di lavoro stabili; altri hanno attinto al credito bancario, magari "con la garanzia della casetta della nonna".
E' arrivata la crisi, anzi si è scoperto che il mercato vero non c'è mai stato, sono finiti i soldi e sono cominciati i dolori. Quanti Provider sono indebitati fino al collo con il solito, unico, fornitore di connettività, o con i soliti fornitori di software ed hardware? Davvero tanti, troppi!


NUMERO DI PROVIDER IN ITALIA (CLASSIFICATI PER ATTIVITÀ PREVALENTE)



Le circostanziate rilevazioni e significative testimonianze raccolte in questo Rapporto, evidenziano lo stato di crisi incombente nel settore, soprattutto per le PMI; non solo sul fronte delle Aziende che dovrebbero investire nell'ICT per innovarsi; qui parliamo dei Provider, che abbiamo laconicamente chiamato i promotori di Internet; si tratta di centinaia di Aziende, e migliaia di posti di lavoro a rischio senza un puntuale, efficace e rapido intervento di politica economica. Sottolineiamo che si tratta di Aziende e posti di lavoro che interessano il mondo dei giovani ed il settore dell'innovazione tecnologica; si tratta di un mondo e di un settore prioritari. Rompere le aspettative dei giovani, deludere la crescita imprenditoriale spontanea, privare l'innovazione tecnologica di un humus diffuso sarebbe un vero sproposito.
Un controsenso: chi ha maggiormente dato per la divulgazione e l'affermazione di Internet ora paga pesantemente la crisi; paga per le valutazioni fornite dai grandi carrier telefonici, dalle grandi società di consulenza e per gli errori di politica economica.
Possiamo fornire una spiegazione macroeconomica dell'incredibile incremento del numero di Provider che hanno come attività prevalente l'erogazione di servizi software; quando la ripresa ci sarà, dovrà riguardare prima di tutto le soluzioni software ed i servizi collegati: integrazioni e convergenze, sicurezza e multimedialità, SCM (catene di fornitura), CRM (studio del cliente per il marketing proattivo), sono la grande promessa. Pare anche che ci siano grandi aspettative in tutta Europa per la crescita ICT, tutto dipende dalla banda larga, dalla ripresa della vendita di PC (diminuita fortemente nel 2000); per la banda larga è accertato che le difficoltà non risiedono nel prezzo, ma nella rapidità di installazione e di efficienza del servizio; con la banda larga partiranno i servizi, con specifiche applicazioni e nuove opportunità di lavoro.
Rispetto agli altri l'Italia si trova in una posizione migliore; c'è l'arretrato da smaltire, per questo tutti si buttano a capofitto in questo mercato.
Ricordiamo, però, che in Europa siamo tra gli ultimi non solo per Ricerca & Sviluppo, ma anche per l'innovazione e la competitività; quindi è vero, c'è molto da fare, ma è anche difficile farlo.