3) QUELLO CHE OFFRE INTERNET AI NAVIGATORI
Analisi di uno sviluppo rallentato
UTENTI INTERNET, Italia dicembre 2001
Utenze totali 8.250.000 (+324.000/+4,0%), di cui domestiche 6.315.000 (+297.000/+4,9%) + aziendali e professionali 1.935.000 (+27.000/+1,4%); erano 7.926.000 nel precedente IBI, di cui domestiche 6.018.000 + aziendali e professionali 1.908.000.
VARIAZIONE 2000/2001 UTENTI INTERNET IN ITALIA

Abbiamo confrontato i dati da noi raccolti (il metodo è stato indicato nel primo IBI) con le analisi prospettate da altri Ricercatori; rimaniamo nelle nostre proporzioni e continuiamo a considerare la maggior parte delle stime esagerate; rileviamo comunque con soddisfazione tre aspetti: le nostre stime ora sono "state avvicinate" in maniera evidente, le difformità tra diverse fonti sono molto più mitigate e la tendenza alla crescita è davvero frenata; l'esagerazione e l'ottimismo trionfalistico è stato accantonato di fronte alla realtà, come noi chiedevamo da tempo.
Possiamo dire che evidentemente siamo in mezzo al guado, tra un fenomeno di massa (Internet per molti) ed un fenomeno di fascia (Internet per pochi).
Il mercato, questo lo sapevamo, ha raggiunto una sufficiente dimensione, una massa critica; sta migliorando anche la qualità e la natura della presenza on line, meno ludica ed occasionale, più consapevole ed operativa.
La frenata in atto ha determinato nello scorso anno un modesto incremento dell'utenza pari ad una sola cifra.
Una considerazione possiamo replicarla dai precedenti IBI: la diffusione di Internet dipende più da motivi culturali che tecnici; esistono, soprattutto da casa, PC che non si collegano mai ad Internet; chi ha un PC è in grado di navigare; se non lo fa è perché non ha trovato interesse o lo ha perso.
Nel precedente IBI avevamo sottolineato il prevedibile rallentamento della crescita, senza ipotizzare alcuna crisi di settore… "perché l'informatizzazione ha raggiunto la quota "sensibile" ed il suo progresso è dipendente dalla capacità tecnica dell'impresa ancora arretrata (o del professionista "anziano") a recepire facilmente l'innovazione. Analogo ragionamento vale per le connessioni che oggi hanno raggiunto la fascia accessibile e cominciano ad attaccare lo zoccolo duro dell'arretratezza culturale verso l'installazione di PC domestici. Per questo tipo di utenza la rigidità del rifiuto alla "internettizzazione" è minore per il semplice fatto che il processo decisionale riguarda l'apprendimento di tecnicismi più semplici e limitati alla stessa persona che l'adotta; dobbiamo rilevare anche l'importanza dei fattori emulativi che, in famiglia, sono più efficaci; infine sottolineiamo come gioca a favore della più rapida diffusione di Internet il maggior numero di "famiglie" composte di singoli che hanno una marcata vocazione e necessità ad essere collegati all'esterno."
Il problema oggi per la diffusione di Internet è l'alfabetizzazione tanto privata (famiglie), quanto di lavoro (Aziende e Professionisti) oltre che, ovviamente, pubblica (Pubblica Amministrazione). La progressione della crescita degli utenti non può aumentare automaticamente se prima non crescono i PC installati, le competenze per utilizzarli, i servizi per dare valore al collegamento.
Noi dell'IBI intendiamo per utenti quelli che usano Internet per produrre o consumare, per studiare o informarsi, anche per giocare; sono utenti quelli che hanno qualche buon motivo stabile per avvalersi di Internet. Abbiamo anche letto che in Italia ci sono 15/20 milioni di navigatori! Basta andare in un supermercato, in un ufficio postale, in un tribunale, osservare la gente che esiste, per rendersi conto dell'assurdità di certe analisi di grandi istituti.
Evidenziamo i punti più interessanti che abbiamo riscontrato con l'aggiornamento delle analisi:
a) il numero delle famiglie che ha un PC installato in casa è intorno al 40%;
b) dei PC installati in casa, solo circa un terzo si collega ad Internet, pur avendo un abbonamento free quasi sempre configurato alla consegna;
c) si consolida l'inversione di tendenza ed aumenta in proporzione il numero dei collegamenti domestici rispetto a
quelli aziendali;
d) rimane sempre irrilevante la quota di collegamenti da scuola e dagli uffici pubblici in genere; i PC installati sono poco più di un milione; da questi PC non escono più di centomila collegamenti ad Internet;
e) nelle scuole UE c'è in media un PC ogni 12 studenti, c'è un collegamento ad Internet ogni due PC; In Italia la media è 18 studenti per PC ma neanche un collegamento ad internet ogni tre PC;
f) il numero delle persone che abbandona l'uso abituale di Internet comincia ad essere rilevante e si può quantificare in un 6/7 per cento; anche per questo il numero della crescita 2001 è sceso ad una cifra;
g) il modo con cui viene utilizzato Internet è più consapevole e strutturato, cioè più funzionale e meno ludico;
f) Internet gratis sembra avviato al capolinea; anche se circa il 50% dei navigatori non intende pagare per ottenere servizi dai siti;
g) rimane irrilevante il numero dei collegamenti diversi da quelli telefonici, ovviamente soprattutto da casa; la TV ed il WAP/GSM praticamente non esistono; le linee dedicate, compreso l'ADSL, rimangono ancora limitate all'utenza professionale ed arrivano al cinque per cento;
h) diminuisce la durata media dei collegamenti, ma aumenta il loro numero, anche se di poco;
i) l'uso di Internet ormai è diffuso con ragionevole omogeneità in tutto il territorio nazionale; anche sotto il profilo dell'età e della posizione sociale (reddito e titolo di studio) la fruibilità di Internet si è normalizzata ed è diffusa con sufficiente equilibrio; non è più terreno preponderante dei giovani, degli "skillati" e dei benestanti, anche se gli anziani ed i poveri hanno evidentemente ancora difficoltà reali ad uniformarsi a questo tipo di consumo.
l) la crescita dell'utenza femminile in generale e delle casalinghe in particolare si è fermata, con maggiore evidenza rispetto a quella globale; la parità rimane quindi ancora lontana, essendo il rapporto ancora di uno a due, giovani a parte;
m) in Italia il 3% dei lavoratori ha un rapporto a distanza, contro una media europea del 6,6%;
n) nel corso del 2001 il numero degli host, di computer server che ospitano gli spazi web su cui vengono insediati i siti, è diminuito del 20% dopo cinque anni di crescita continua, con la punta massima nel 2000, quando si è verificato un vero e proprio raddoppio del loro numero. E' l'effetto sull'utenza aziendale dell'onda lunga generata dall'entusiasmo dell'inizio 99 e che ha cominciato a freddarsi ai già alla fine del 99 stesso;
o) solo 50 siti in Italia superano un milione di visitatori al mese; di questi solo cinque fanno riferimento a medie imprese;
p) il 90% dell'intero traffico in Rete interessa non più di quattrocento siti;
q) l'80% dei siti non supera 30 visitatori al giorno;
r) il 5% dei siti ha più di cento visitatori al giorno;
s) il 3% degli accessi avviene su pagine HTTPS, sono cioè accessi sicuri (banche, trading, e-commerce) e si riferiscono essenzialmente ai primi trecento siti per traffico.
t) nel mondo ci sono circa 600/700 milioni di utenti per 35/45 milioni di siti, 4/6 miliardi di pagine pubblicate: possiamo tranquillamente dire che l'offerta è molto più forte della domanda;
u) c'è una media di circa 16 utenti per sito nel mondo, 31 in Italia; considerando che la stragrande maggioranza degli utenti visita una stragrande minoranza dei siti, questo rapporto è ancora più a sfavore delle PMI che hanno un sito.
v) in definitiva Internet è un mezzo di comunicazione ed uno strumento d'uso quotidiano ancora marginale;
ANALISI NAZIONALE DI 5.000 SITI A STANDARD ELEVATO SELEZIONATI
IN BASE A 14 CARATTERISTICHE
Questi siti non sono espressamente di Commercio Elettronico, ma propongono prodotti e servizi in vetrina con la possibilità di essere acquistati attraverso un contatto diretto. Sono siti "operativi", cioè strutturati e gestiti a livello imprenditoriale. Il risultato parla da solo: un dato su tutti, solo il 3% è stato classificato ottimo, ossia teoricamente perfetto in base a caratteristiche oggettive (garanzie, sicurezza, identificazione aziendale, CRM) ed in base a caratteristiche soggettive (grafica, intuitività, facilità di navigazione, contenuti); in questi casi, le 14 caratteristiche esaminate erano tutte ottimali, con almeno una traduzione nella lingua del territorio di eventuale riferimento.
ANALISI PER REGIONE DI 5.000 SITI A STANDARD ELEVATO SELEZIONATI IN BASE
A 14 CARATTERISTICHE



ANALISI NAZIONALE DI 2300 SITI DI COMMERCIO ELETTRONICO SELEZIONATI IN BASE
A 14 CARATTERISTICHE

Questi siti sono effettivamente di Commercio Elettronico, cioè vendono direttamente al pubblico, tanto B2B quanto B2C. In questo caso si è fatto il raffronto con l'anno precedente.
La situazione è migliorata; evidentemente la consapevolezza di voler vendere ha stimolato un lavoro migliore; i risultati ottenuti dimostrano che il miglioramento non è stato sufficiente, anche in riferimento a valutazioni espresse in altre pagine di questo Rapporto.
Alcune caratteristiche invece sono peggiorate come la tutela della privacy, i server sicuri, le regole d'acquisto, i costi di trasporto, i tempi di consegna. La spiegazione è che l'elevato numero di nuovi siti immessi nel mercato ha proposto nuovi equilibri peggiorando la valutazione generale.
ANALISI PER REGIONE DI 2300 SITI DI COMMERCIO ELETTRONICO SELEZIONATI IN BASE
A 14 CARATTERISTICHE


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